CHE COSA E’ IL DISTANZIOFONO

Il problema: allontanare il telefono dalla testa è un bene per la salute di chi telefona e qualsiasi cosa aiuti a farlo è utile, sia essa una videochiamata, la modalità vivavoce o gli auricolari (preferibili quelli a filo ma vanno bene anche i bluetooth). I dispositivi citati hanno però delle limitazioni di validità o causano problemi nell’utilizzo. Inoltre solo una piccola percentuale degli utilizzatori di telefonini cellulari li utilizzano.

La nostra soluzione: il distanziofono è un nuovo, valido, ulteriore, metodo per allontanare il telefono dalla testa. Una opzione per coloro che non amino i fili aggrovigliati o che provino fastidio ad avere altoparlanti nel meato acustico, come avviene nel caso degli auricolari a filo; oppure per coloro a cui non piaccia avere apparecchi a radiofrequenza sul padiglione auricolare, come avviene con gli auricolari bluetooth; o per chi non voglia o possa far sentire ad altri la propria telefonata, come può succedere con il vivavoce o la videochiamata. Il distanziofono, inoltre, non richiede energia e può essere scelto da quanti vogliano preservare la durata della batteria.

“L’idea del distanziofono nasce nell’ambito delle attività di consulenza e prevenzione svolte dal CEMEP – CENTRO DI MEDICINA PREVENTIVA di Parma, e mira alla sensibilizzazione della popolazione sul corretto utilizzo del telefono cellulare”.

E’ pensato per essere efficace nel:
1) ridurre gli effetti misurabili delle onde elettromagnetiche quali l’effetto termico e il SAR (tasso di assorbimento della radiazione da parte di un tessuto biologico);
2) ridurre il rischio di dermatiti da contatto telefono-testa;
3) rendere più igienico l’atto del telefonare.

Il distanziofono è intuitivo, di facile utilizzo e compatibile con tutti i telefoni cellulari indipendentemente dalla posizione dell’antenna o della fotocamera. Il design è volutamente minimale e riflette una sola parola: sintesi

I principi scientifici e opzioni di interventoIl funzionamento del distanziofono è basato su quanto previsto dalle leggi dell’Elettromagnetismo di Maxwell. In base a tali leggi, l’intensità del campo elettromagnetico è tanto più alta quanto più è grande la densità di carica (quanto più grande è l’energia elettrica che lo genera) della sorgente, ma decresce allontanandosi dalla sorgente “col quadrato della distanza”, ovvero si indebolisce molto velocemente.

Per ridurre l’intensità di un campo elettromagnetico (C.E.) si possono perciò fare tre cose:
1. ridurre l’energia (campo elettrico) che lo genera;
2. schermare, ossia posizionare un ostacolo fra il punto di origine del C.E. (fonte) e il “bersaglio”;
3. allontanarsi dalla sorgente;
 
In parole più semplici,

allontanando il telefono cellulare di 1 cm dalla testa dell’utilizzatore durante la telefonata, si avrà una riduzione “X” del C.E.,
se allontaniamo il telefono di 2 cm, avremo una riduzione X * 22 (ossia 2 alla seconda) del C.E.;
se lo allontaniamo a 3 cm, avremo una riduzione di C.E. pari a X * 32 (ossia 3 alla seconda);
se lo allontaniamo a 4 cm avremo una riduzione X * 42 (ossia 4 alla seconda);
a una distanza di 5 cm avremo una riduzione del C.E. pari a X * 52 (ossia 5 alla seconda) volte superiore alla riduzione di intensità di C.E. che si ha a distanza di 1 cm.
Continuando ad allontanare il telefono dalla testa, a 7 cm avremo una riduzione di C.E. pari a X * 7(ossia 7 alla seconda) volte superiore che alla distanza di 1 cm; a 10 cm di distanza, la riduzione dell’intensità del C.E. è 10 al quadrato volte, ossia 100 volte, superiore che a 1 cm, etc. etc.

Nell’ambito della telefonia mobile “la riduzione dell’energia che genera il C.E. è una “opzione” a disposizione dei produttori di telefoni e ai gestori telefonici e su cui influiscono moltissime variabili di natura tecnica e commerciale su cui l’utente telefonico ha poco da fare.
La “schermatura” non sempre è vantaggiosa in quanto “schermare un telefono” ossia porre degli “scudi” o delle “protezioni” su un telefono cellulare in modo che questi “assorbano” una quota di energia rendendo meno intenso il C.E. alla testa, può portare ad una disturbata ricettività del segnale da parte dell’antenna con conseguente incremento automatico dell’energia emessa per “trovare la linea”. Tale fenomeno porta all’emissione di una maggiore quantità di energia da parte del telefono con conseguente incremento dell’intensità del campo elettromagnetico (c’è proporzionalità diretta fra intensità di energia e campo magnetico). Tale effetto è un “effetto paradossale” che apparentemente va contro la logica ma discende da fenomeni fisici.
Di conseguenza la schermatura di un telefono cellulare da parte dell’utilizzatore per ridurre gli effetti del C.E. sull’organismo è un metodo che non sempre garantisce il risultato e, addirittura, in determinate condizioni, può essere controproducente in quanto la schermatura può influire sulla ricezione del telefono che risponde emettendo maggiore energia ossia incrementando il C.E.
 
Il modo più semplice, economico, stabile ed efficace per ridurre l’intensità di un campo elettromagnetico per una persona comune è pertanto “allontanarsi dalla fonte”.
 
La riduzione  è variabile e dipende da molti fattori (vedi pdf ARPA Piemonte – CORECOM – Esposizione umana a radiofrequenze. Studio sull’impatto della telefonia cellulare e sulle modalità di utilizzo del telefonino per la riduzione dei rischi.);
 
Obiettivi ed efficacia del distanziofono: le domande a cui dare una risposta nella fase di realizzazione erano molteplici. 
“Come valutare in modo rigoroso l’efficacia del distanziofono nei confronti degli effetti delle onde elettromagnetiche sul corpo umano? 
Quale obiettivo scientifico misurabile e ripetibile doveva raggiungere il telefonino ? 
Quali effetti negativi delle onde elettromagnetiche si poteva ridurre? 
Quale parametro poteva essere scelto per una valutazione di efficacia? (sicuramente non la cancerogenicità ipotizzata)
Come gestire le innumerevoli variabili che entrano in gioco? 
Quale modo per essere rigorosi nella valutazione alla luce delle innumerevoli variabili da prendere in considerazione?
Quale capacità di amplificazione? (La risonanza acustica, capacità di propagazione dell’onda sonora, fonoassorbenza….)
 
La scelta è stata di misurare con e senza distanziofono (ewad):
1) il rapporto fra il SAR (Specific Absorption Rate – tasso di assorbimento della radiazione elettromagnetica da parte di un tessuto biologico) e la distanza telefono-testa;
2) l’incremento della temperatura cutanea in relazione alla durata della telefonata.
Tale scelta consentiva di valutare l’efficacia del distanziatore indipendentemente dalla variabili che possono influenzare un campo magnetico. Il quesito era il seguente: quel cellulare, in quel posto, a quell’ora, a quella temperatura, con quell’operatore telefonico, in quel modo di utilizzo come agisce senza distanziatore e come agisce con il distanziatore? Si ha un miglioramento dell’effetto termico? La risposta ottenuta è stata si, si ha una considerevole riduzione del SAR.
 
Distanziofono-distanziatore-amplificatore-cemep-srl
 
Dovendo tali valutazioni essere fatte da un ente terzo, disinteressato, serio, scrupoloso e affidabile il lavoro è stato commissionato al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma che ha svolto le sue attività di misurazione e qualifica su prototipi di diversa lunghezza, rilasciando al termine dei lavori una relazione tecnica. I prototipi sono stati denominati EWAD, acronimo di electromagnetic waves attenuator device (vedi pdf relazione tecnica Università degli studi di Parma). A seguito della relazione tecnica è stato possibile calcolare la lunghezza che avrebbe dovuto avere il distanziofono per avere una riduzione minima del SAR (tasso di assorbimento della radiazione da parte di un tessuto biologico) dell’80% e l’azzeramento del riscaldamento cutaneo in relazione alla durata della telefonata.
Il lavoro svolto in collaborazione con l’Università di Parma ha permesso di trovare la lunghezza ottimale per creare la distanza minima che consentisse un abbattimento del SAR e dell’effetto termico ma restavano altre considerazioni da fare.
Va bene la distanza di sicurezza ma ora bisognava puntare alla qualità della conversazione telefonica”, in assenza della quale il prodotto non avrebbe avuto senso di esistere. Sono state svolte per questo approfondite valutazioni sulla risonanza acustica e sulle caratteristiche di propagazione dell’onda sonora che, associate a valutazioni sulla fonoassorbenza dei possibili materiali di costruzione, hanno consentito di dare al distanziofono una “capacità di amplificazione” tale da poter permettere una ottima conversazione anche col telefono lontano dalla testa più di 10 cm, distanza a cui la riduzione dl SAR è prossima al 100%.
La capacità di amplificazione del distanziofono, inoltre, è stata volutamente calcolata e regolata con l’obiettivo di raggiungere il punto di equilibrio fra:
a) buon livello di conversazione;
b) efficacia (riduzione degli effetti del C.E.);
c) privacy;
Il risultato raggiunto è che le telefonate con il distanziofono non sono ascoltabili dalle persone circostanti.
 
L’importanza del design le sfide da risolvere erano: minimizzare le dimensioni e avere la massima efficacia nel ridurre il SAR e l’effetto termico, un buon livello di conversazione a distanze superiori a 10 cm; capacità di amplificazione non eccessiva per la tutela della privacy; in più il distanziofono doveva essere tascabile, adattabile a tutti i telefoni, non coprire la fotocamera, essere di facile utilizzo, di rapido posizionamento e rimozione, esteticamente gradevole, semplice, minimale, non doveva avere fili o contenere batterie ed essere ingombrante o coprente; l’utente avrebbe dovuto poterlo utilizzare senza rimuovere la cover del cellulare e, infine, il distanziofono doveva essere sicuro e non pericoloso.
 
La scelta dei materiali: Il materiale di costruzione del Distanziofono è isolante termico ossia non trasmette il calore che irraggia dal telefono, è ipoallergenico, lavabile, riciclabile, sicuro, gradevole al tatto e alla vista, resistente, con il giusto coefficiente elastico e con soddisfacente fonoassorbanza tale da consentire una buona conversazione alle distanze calcolate.
In primis il materiale di costruzione del Distanziofono non funge da antenna, non “scherma”, non riduce la ricezione del segnale.

 
Tutto questo è il distanziofono !